ORGANIZZAZIONE
Coppa Italia Eccellenza: domenica 5 gennaio la finale a San Vito al Tagliamento
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Sarà la finale di Coppa Italia di Eccellenza, come da tradizione, ad aprire il nuovo anno solare del calcio dilettantistico regionale. La sfida, presentata nel palazzo municipale di San Vito al Tagliamento, si giocherà domenica (ore 15) sul campo comunale della città. Saranno Tamai e Codroipo a contendersi lo scettro della manifestazione vinta, nelle ultime tre edizioni, dal Brian Lignano. Finale inedita, senza dubbio, con le due formazioni che mai si son affrontate prima nella manifestazione: il Tamai ha sollevato una sola volta nella sua storia il trofeo (stagione 1992-93, vittoria 3-1 sul Ronchi a Fagagna), mentre per il Codroipo si tratta della prima finale assoluta. Arbitrerà la gara Marco Zorzon della sezione di Trieste, coadiuvato dagli assistenti Luca Correra di Trieste e Alessandro Genova di Udine, unitamente al quarto ufficiale Dzenan Meskovic di Gradisca d’Isonzo. Prima della gara sarà cantato l’inno nazionale italiano da Chiara Lo Presti, cantante professionista che nel corso della sua carriera ha preso parte a molteplici concorsi canori, con il Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti che ha scelto come partner sociale la “Cooperativa sociale Futura”, associazione che crea e promuove opportunità di inclusione sociale e lavorativa per persone adulte con disabilità fisica e/o mentale o svantaggio.
Ilaria Minutti (Vice presidente Cooperativa sociale Futura). «Per noi è molto importante vedere come lo sport abbia un attenzione verso la collettività e un’associazione come la nostra che si occupa di creare opportunità di inclusione sia sociale che lavorativa per persone con disabilità. Spero le due società possano visitare la nostra sede e guardare da vicino a quello che facciamo, ringraziandole per quanto anche loro svolgono nello sport, simbolo di grande valore legante per la società».
Elia Verardo (presidente Tamai). «Siamo mancati da questa competizione per una ventina di anni, ma perché fortunatamente militavamo in categoria superiore. E’ un trofeo importante, a cui teniamo, consci sarà molto difficile conquistarlo trattandosi di una partita secca senza appello. Avremo di fronte una squadra molto forte e organizzata, ma indubbiamente quest’anno la coppa era l’obiettivo primario della nostra società. Siamo in finale, orgogliosi di prendere parte alla gara più difficile e bella di tutta la stagione».
Marco Nardini (presidente Codroipo). «Emozione, tanta emozione. Per la prima volta, dopo 105 anni di storia, raggiungiamo questo prestigioso traguardo e siamo soddisfatti. E’ veramente bello essere qui, a maggior ragione contro una squadra storica della nostra regione come il Tamai. Siamo in corsa su due fronti, in linea con i nostri obiettivi: abbiamo chiuso bene l’anno solare ora speriamo di aprire meglio il nuovo provando a centrare il primo vero traguardo stagionale che ci siamo posti».
Stefano De Agostini (allenatore Tamai). «E’ bellissimo aver riportato il Tamai ad una finale di coppa Italia: è già bellissimo giocarla, ma farlo qui dopo 30 anni è qualcosa di meraviglioso. Ovviamente c’è un perché nei 30 anni di assenza, con tanta serie D in mezzo: ci è sfuggita due anni fa perché abbiamo avuto dei problemi fisici nella semifinale di ritorno contro il Chions ed è bello poter vivere questa atmosfera. Non è assolutamente il riscatto del nostro girone di andata, visto che nella corsa dei 100 metri non ho mai visto assegnare le medaglie a chi è primo dopo mezza gara. Conta quello che sarà a maggio dopo l’ultima partita, per cui adesso dobbiamo solo continuare a credere in quello che facciamo per cercare di arrivare più in alto possibile».
Fabio Pittilino (allenatore Codroipo). «C’è orgoglio nell’esserci, anche se è evidente ci piacerebbe fare l’ultimo passo. Per il Codroipo rappresenta una partita storica, la prima nella sua lunga storia, quindi cercheremo di regalare una soddisfazione alla società, ma anche a tutta la comunità. Per me è la terza finale, con il bilancio in perfetta parità avendone vinta una e persa l’altra, ed è una gara che si prepara facendo le cose giuste senza stravolgere niente. Conterà la testa, essere lucidi e godersela fino in fondo: ai miei giocatori ho detto che bisogna uscire dal campo avendo dato tutti e senza avere rimpianti».
Nella foto il presidente Ermes Canciani con i capitani delle due squadre Alessio Mortati e Nicola Tonizzo